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L'Italia vista dall'estero...

sabato 8 novembre 2008

L'Italia, la Repubblica delle banane...















Talvolta da italiani ci stupiamo di come siamo considerati nel mondo, offesi cerchiamo di spiegare ai nostri amici stranieri, che l'Italia non è quel ridicolo Paese come viene descritto all'estero.
Alcune persone però ci rendono il compito davvero impossibile...

"In America, ha vinto Al Qaeda"
Maurizio Gasparri commenta la vittoria di Barack Obama

"Bella l'Estuania"
S. Berlusconi all'arrivo in Estonia

"Voglio baciare la lavoratrice più bella"
S. Berlusconi in uno stabilimento Merlon in Russia, mentre cerca di arrivare ad una giunonica operaia

"Voglio ricordare l'attacco del comunismo alle due torri"
S. Berlusconi commenta così la tragedia dell'11 settembre

"Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La proporrò nel ruolo di kapò. Sarebbe perfetto"
S. Berlusconi si rivolge al socialista tedesco Schulz durante una sessione del Parlamento Europeo

"Ho dovuto riesumare le mie doti di play boy e fare la corte alla presidente Tarija Halonen per portare da Helsinki a Parma l'agenzia alimentare europea"
S. Berlusconi si smentisce dopo le proteste della Finlandia così:
 "Ma vi pare che io mi metta a far la corte a una così?"
mentre mostra la foto della Halonen.

"Mi accusano di aver detto più volte che i comunisti mangiano i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi"
S. Berlusconi ad un comizio elettorale a Napoli

"Mussolini non ha mai ucciso nessuno. Mussolini mandava la gente in vacanza al confino"
Berlusconi alla rivista Spectator, rispondendo "sì" quando gli viene chiesto se pensava che il dittatore fascista fosse stato "mite".

"Tutti i cittadini sono uguali (davanti alla legge) ma forse il sottoscritto è un po' più uguale degli altri, visto che il 50 % degli italiani gli ha dato la responsabilità di governare il Paese"
S. Berlusconi ad un'udienza del processo, che lo vede imputato per corruzione

"I più svegli riusciranno sicuramente a trovare un secondo lavoro, anche non regolare" dice Berlusconi, incoraggiando i lavoratori licenziati della Fiat a cercare un lavoro in nero.

"In certi casi i pedalò sono utili. Nessuno (dei cadaveri) si è lamentato" 
S. Berlusconi risponde così alla domanda sul perché la polizia avesse usato delle imbarcazioni a pedali per recuperare gli immigrati affogati.

"Dovremmo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti umani e religione. Questo rispetto certamente non esiste negli Stati musulmani."
S. Berlusconi e l'idea di uguaglianza...

Vuoi sapere davvero come vanno le cose in Italia? Leggi gli articoli delle testate estere su Italia Dall'estero


venerdì 7 novembre 2008

Berlusconi e le smentite...

Questa volta l'uso della forza viene annunciato per la costruzione della TAV, ora non resta che aspettare la smentita...




Ho deciso di non parlare della gaffe del nostro premier sull'elezione del presidente degli usa Barack Obama. Consiglio solo di leggere la traduzione di un articolo pubblicato dalla testata "The Telegraph" nel Regno Unito, che definisce così Silvio Berlusconi:

"Berlusconi, un ex cantante da crociera che non va mai in giro senza la sua abbronzatura, è famoso per le sue battute talvolta inappropriate."

"L’affarista miliardario è tanto conosciuto per le sue gaffes quanto per la sua abbronzatura permanente, il trapianto di capelli e la chirurgia plastica."

"Nel 2005 ha fatto scoppiare un piccolo incidente diplomatico insinuando di aver fatto la corte alla Presidente finlandese Tarja Halonen per assicurarsi il suo appoggio affinchè l’Italia ospitasse l’European Food Safety Authority."



venerdì 31 ottobre 2008

Cossiga docet...



Consiglio la visione di questo video per chi si fosse perso AnnoZero giovedì 30 ottobre.

Grillo contestato a Bologna?!?!?!?! Non si direbbe...



Una notizia riportata da tutti gli organi di stampa, soprattutto telegiornali televisivi è stata quella della contestazione ai danni di Beppe Grillo. Su YouTube non si trova nemmeno una prova di questa contestazione, anzi si trovano molti video con il comico genovese salutato dai manifestanti e applaudito da tutti. Il fatto che l'informazione televisiva e della carta stampata, non attenda altro che screditare un comico, la dice lunga sulla qualità d'informazione italiana e sul regime in cui ci troviamo a vivere come sudditi italiani.

giovedì 30 ottobre 2008

Una dittatura si comporta così!



Quando un gruppo di provocatori capeggiato da un 51enne che si auto definisce "studente" inizia a picchiare in modo organizzato i manifestanzi in piazza Navona per cercare di dividere i movimenti studenteschi, vuol dire che siamo arrivati ad un punto di non ritorno. La democrazia ormai è andata, la vediamo solo da lontano...
Quando un premier (ex???) membro della P2 segue alla lettera i consigli blaterati da una persona come Cossiga, siamo alla frutta...
Quando 1 milione di studenti scende in piazza a Roma, treni e università si fermano le gambe dei ministri di una finta Repubblica tremano... le loro poltrone rosse traballano.
Il castello di carta di Silvio e la sua corte rischia di crollare sotto i colpi del pensiero di studenti, ricercatori e professori.

Vi consiglio di guardare l'intervento di Curzio Maltese inviato di Repubblica, un giornalista di una rispettabile testata giornalistica, non un "facinoroso" qualunque.

sabato 25 ottobre 2008

Cossiga e la democrazia



Per chi non avesse ancora letto l'intervista a Francesco Cossiga (attualmente senatore della Repubblica Italiana) dal blog di Beppe Grillo, vi consiglio di leggere questo intervento.

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiareanche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica Italiana e senatore a vita al quotidiano "il Giorno"

Credo non ci sia bisogno di commentare le dichiarazioni dell'emerito senatore, ma dove sono i telegiornali di Mediaset quando servono? Che facciano capire davvero da chi siamo governati.

P.S.
Ricordatevi che fino a dicembre è possibile firmare contro la Porcata Alfano, che permette al nostro premier di essere impunito nei 5 procedimenti penali a suo carico.



giovedì 23 ottobre 2008

La Polizia contro il dissenso? Mi ricorda qualcosa...

Le manifestazioni si moltiplicano a macchia d'olio, le occupazioni di scuole e università aumentano a dismisura, le lezioni in piazza sono ormai un'abitudine. Questa la migliore risposta di studenti, professori e ricercatori, questa la risposta di una parte della società non ancora anestetizzata da reality, veline e tronisti, che ogni giorno distolgono l'attenzione dai reali problemi del Paese.
Come chi non ha argomentazioni per controbattere in una discussione (perchè i tagli ci saranno e manderanno letteralmente "a spasso" circa 140.000 nel giro di tre anni) il premier S. Berlusconi minaccia gli studenti di mandare la polizia negli atenei, cercando di risolvere con la violenza il dissenso crescente nel Paese. Questi fatti succedono in Cina, in Iran, in Iraq lascio a voi il giudizio sulle democrazie di questi Paesi...
L'obiettivo del premier è scatenare una guerra tra poveri: tra poliziotti sottopagati e ricercatori da 800euro al mese (pagati un terzo rispetto a Francia e Regno Unito), magari finchè non ci "scappa" il morto.
Una domanda provocatoria da fare al S. Berlusconi potrebbe essere: "Non teme che i poliziotti si uniscano agli studenti? Visto che anche loro non è che siano molto tranquilli..."
Mentre il premier proferisce minacce su studenti, professori e dipendenti in realtà trema, trema perchè teme di avere davanti un Paese che non ci sta più alle sue "porcate": Legge Alfano, Decreto Gelmini, Finanziaria di Tremonti.
Per fermare le manifestazioni e il dissenso ecco che scendono in campo le televisioni e i giornali, molto più utili dei poliziotti, perchè in grado di rosicchiare piano piano giorno per giorno la coscienza di ogni cittadino: il quotidiano Libero cerca di spaventare con un bel titolo in prima pagina i manifestanti: "Attenti a voi Ragazzi", TG5 e TG1 fanno a gara per consultare presunti giornalisti che offrono solidarietà al premier, non ci resta che attendere questa sera le parole del fido Umilio Fede, credo che se ne vedranno delle belle...
Non hanno capito che studenti, ricercatori e professori hanno ancora un cervello e molto probabilmente funziona meglio di quello di molti parlamentari, che da anni si trovano al di fuori della realtà in un parco giochi a loro dedicato chiamato Palazzo Chigi.

P.S. 
Il 3 novembre ci sarà l'inuagurazione dell'anno accademico al Politecnico di Milano (dove studio) con la presenza del Ministro Gelmini, credo se ne vedranno delle belle...

P.P.S.
Fino a Dicembre continua la raccolta firme contro la "Porcata Alfano", domenica 26 ottobre sarò a Gambolò (PV) in piazza Cavour (davanti alla chiesa parrocchiale) in occasione della festa patronale a raccogliere le firme in un gazebo dell'Italia dei Valori, può essere l'occasione di fare un giro in una bella festa e apporre una firma importante per il futuro del Paese.